• Martina Salvini

MA QUALI BUONI PROPOSITI? di Martina Salvini


© Gubac Photo, tutti i diritti riservati


Ogni anno, in questo periodo, ci ritroviamo a compilare liste di buoni propositi, di libri che vorremmo leggere, postiamo le foto più belle del nostro rullino per provare che, davvero, quest’anno abbiamo vissuto e siamo pronti, armati di penne e blocchetti, per quello che verrà.

Credo che sia una componente dell’essere umano, uno spirito di sopravvivenza che continua a contraddistinguerci, nonostante assomigliamo sempre più alle macchine e sempre meno agli uomini.

Forse è la paura di dimenticare, che ci porta a voler fissare tutto il fissabile affinché non scompaia, forse ci fa sentire più completi e in pace scrivere ciò che dovremo fare.


Nella società della performance, anche lo scorrere del tempo, il semplice vivere si trasforma in qualcosa da quantificare, da impacchettare con una bella carta colorata per offrirlo al nostro costante pubblico.


Mi sono ritrovata a pensare quanto poco sentissi i momenti che immortalavo come indimenticabili, quanto poi, alla fine, me li sono dimenticati davvero, a forza di cercare di offrirli il più patinati possibile a chi li avrebbe guardati;

Quanta vita mi perdevo mentre stilavo liste di buoni propositi, che poi sono sempre mancanze da colmare, mentre immaginavo di essere qualcun altro la cui esistenza non avrebbe avuto falle. Chissà perché non mi è mai venuto in mente di scrivere tutto quello che c’è stato di bello, tutto quello che mi ha fatto dimenticare il resto.

Sarei bugiarda se vi dicessi che non c’è una lista per il nuovo anno nelle note del mio telefono, io sono la prima vittima di me stessa da sempre.


Forse non riusciremo a vincere questa cosa dei buoni propositi, forse continueremo a scrivere forsennati tutto ciò che non va, tutto quello che non abbiamo fatto, quello che ci è mancato.


Per una volta, però, vorrei provare a fare la cosa opposta: chiudere gli occhi e rivivere tutto quello che di bello c’è stato, quello che abbiamo costruito mentre tutto intorno a noi parlava di distruzione; Le persone che siamo riusciti ad abbracciare, una nuova vita che nasce, tutte le volte in cui ci siamo emozionati e ci siamo scordati di farlo vedere.


Io credo che possa essere solo una questione di prospettive, di sguardi, che si possa imparare a vedere il bello dove non avremmo mai pensato di trovarlo, e coltivarlo.


Quando abbiamo smesso di sorprenderci? Di essere ottimisti?

Quando abbiamo smesso di volerci bene?


Chiusi nelle nostre stanzette, concentrati su noi stessi, abbiamo perso la visione d’insieme, della magia che abita le nostre vite, nascosta dietro le cose più banali.


Forse è anche per questo che fatichiamo a vederla, tanto cerchiamo di impacchettarla a dovere, quella magia della banalità, tanto cerchiamo di farla brillare a forza di metterci sopra i filtri.

Quello che mi auguro, per il nuovo anno e per tutti quelli che verranno, è di riuscire a vedere il mondo per quello che realmente è, di alzare lo sguardo da me stessa e dal quaderno che ho perennemente sotto gli occhi, per respirare tutta la vita che c’è fuori.


Non siamo perfetti, fare liste non ci cambierà, così come non lo farà quella dieta miracolosa o raggiungere quell’obiettivo a tutti i costi.


Siamo solo umani, siamo fallaci, cerchiamo il senso di questa vita ovunque, per non pensare che, forse, davvero un senso non c’è.

Siamo qui solo per amare, per emozionarci, per vivere.

Spero che riusciremo (che riuscirò) ad abbandonare le liste e i buoni propositi del cavolo, per vivere lasciando che questo, semplicemente, basti.


Buon anno a tuttie, che possa essere bello e pieno di vita.


© Martina Salvini, tutti i diritti riservati.

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